Si torna dalla World Cup di Tashkent senza titoli ma sopratutto si accentua una mancata visione di insieme e di progetto . La tappa in terra uzbeka ha dato indicazioni abbastanza chiare: l’Italia è ancora in fase di costruzione.
Una Nazionale (di Desio) promettente che ha fatto quello che ha potuto rivedendo in parte gli esercizi per migliorarne la pulizia e formata per due quinti da nuovi inserimenti arrivati un mese fa e all’esordio nel circuito World Cup . Va detto che Desio non ha avuto le stesse opportunità di gara di Chieti che servono per l’amalgama della squadra: a Baku e all’European Cup andranno infatti le ginnaste di Germani. La successiva tappa del circuito World Cup, già potenzialmente valevoli per le qualificazioni a LA 2028, si terrà a luglio a Milano. Rimangono le due Challenge di Portimao a metà maggio e Cluj-Napoca . Ai Mondiali agostani di Francoforte per ora non pensiamoci.
Nell’individuale il livello internazionale medio si è alzato molto e le azzurre sono rimaste lontane dalle migliori già in qualificazione mancando le finali. Non è chiaro quali ginnaste ci siano a seguire Raffaeli e Dragas: manca ancora una continuità dopo le big italiane.



